Quanto è lontana la mafia? L’opinione degli studenti lombardi delle superiori

scritto da Lorenzo Bagnoli il 03/01/2014 in Libera, Lombardia, scuole, questionario | lascia un commento

La mafia vista dai banchi delle scuole superiori d'Italia. Dopo Toscana, Lazio, Liguria, Trentino e Piemonte ora è il turno della Lombardia. Fino al 15 febbraio tutte le insegnanti delle classi terza, quarta e quinta possono far partecipare i loro studenti ad una ricerca condotta da "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" per misurare il grado di conoscenza del fenomeno mafioso. "L'obiettivo è capire come ci siamo mossi in questi anni, che cosa dobbiamo migliorare e dove dobbiamo puntare nel nostro lavoro nelle scuole", spiega Davide Salluzzo, referente lombardo di Libera.

Il questionario si sviluppa su una trentina di domande incentrate sulla percezione del fenomeno. Può essere compilato individualmente a scuola, in un laboratorio di informatica, oppure a casa. Accedere è semplicissimo: le insegnanti interessate devono compilare un primo form online, consultabile a questo link. Dopo la prima serie di dieci domande necessaria per l'anagrafica della classe, ...

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"Via le mafie da Buccinasco": un presidio per la legalità

scritto da Lorenzo Bagnoli il 08/11/2013 in Carcere, 'ndrangheta, Buccinasco, legalità, Barbaro-Papalia | lascia un commento

La Platì del Nord si risveglia: le strade di Buccinasco, Comune nell'hinterland di Milano così soprannominato per avere tra i suoi residenti 2mila persone native del paesino in provincia di Reggio Calabria, tra le capitali della 'ndrangheta, sabato 9 si riempiono di cittadini che vogliono ribadire di essere estranei alla mafia.

Il nome del paese è diventato sinonimo di 'ndrangheta da quando nel 2011 l'ex sindaco è finito in manette insieme ad un suo assessore con l'accusa di essere a disposizione dei boss. Nando Dalla Chiesa, sociologo e presidente onorario di Libera, ne ha scritto un libro in cui racconta una colonizzazione cominciata negli anni Ottanta. Parco sud e Cerberus: questi i nomi delle due operazioni che dal 2009 ad oggi hanno portato dietro le sbarre gli uomini del clan Barbaro- Papalia, imprenditori del movimento terra che avevano in sostanza il monopolio del mercato lombardo. Uomini di 'ndrangheta ...

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Sedriano è il primo Comune lombardo sciolto per mafia, i cittadini scendono in piazza

scritto da di Lorenzo Bagnoli il 16/10/2013 in 'ndrangheta, sedriano, Celeste, Pdl, Ester Castano, mafia | 1 commento

Il curriculum mafioso della Lombardia s'arricchisce. Il 16 ottobre il Consiglio dei Ministri ha deciso lo scioglimento del Comune di Sedriano, nel hinterland nord di Milano. Il primo in Lombardia per infiltrazione mafiosa. Ironia della sorte, nella stessa seduta ha sciolto anche l'amministrazione comunale di Cirò, nel crotonese. Perché lo scioglimento sia effettivo, si aspetta solo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firmi il provvedimento.

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A Gaggiano il primo miele bio prodotto da un terreno confiscato

scritto da Lorenzo Bagnoli il 13/09/2013 in Libera, Lombardia, beni confiscati, bosco dei Cento Passi, miele, Libera Terra | lascia un commento

MILANO – Lombardia, finalmente "Libera Terra". Sì, perché da domenica 15 settembre anche in provincia di Milano ci sarà il primo prodotto nato da un terreno confiscato ad una famiglia mafiosa. È il miele biologico prodotto nel Bosco dei Cento Passi, un'area restituita al Comune di Gaggiano nell'aprile 2009. Anche i vasetti di miele lombardo avranno il marchio di qualità "Libera terra", l'etichetta che l'associazione antimafia dà ai prodotti biologici che provengono da terreni confiscati. Gli ultimi ad acquistare il terreno oggi destinato all'apicoltura sono stati gli uomini del clan Ciulla, una famiglia camorrista che voleva rendere il terreno edificabile e costruirvi case e appartamenti.

La magistratura ha impedito che la speculazione edilizia avvenisse, nel 2005, quando il gip Paolo Ielo ne ha ordinato la confisca. Nel 2005 e nel 2007 sono partite le piantumazioni di millecinquecento nuovi alberi, tra cui aceri, tigli, frassini e arbusti di rosa ...

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La rete si mobilita per Giulio Cavalli: 1.200 firme in due giorni

scritto da Lorenzo Bagnoli il 30/08/2013 in Luigi Bonaventura, 'ndrangheta, antimafia, Giulio Cavalli | lascia un commento

MILANO – "Risposte immediate a Giulio Cavalli". Così si chiama la petizione che su Avaaz.org sta raccogliendo firme per chiedere una risposta al Governo Letta e al Mintero dell'Interno e della Giustizia. In 24 ore si è scollinata quota 1.200, ma l'obiettivo è ancora lontano: diecimila. Il caso scoppia due giorni fa, quando il pentito ed ex boss della 'ndrangheta Luigi Bonaventura rivela che l'organizzazione criminale aveva ordito un piano per ammazzare Cavalli, attore e scrittore, ex consigliere regionale della Lombardia, che di mafia in Lombardia si occupa in teatro e nella vita pubblica. "Avrebbe dovuto sembrare un incidente e intanto Giulio Cavalli doveva essere delegittimato", spiega Bonaventura.

Questa storia arriva alle orecchie di Bonaventura la prima volta nel 2011. Aspetta a dare la notizia sui giornali, "per motivi di sicurezza". Verifica la correttezza delle informazioni e la settimana scorsa decide che è giunto il momento di renderla pubblica. ...

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Bonaventura, una famiglia sotto assedio

scritto da Lorenzo Bagnoli il 26/08/2013 in collaboratori, Luigi Bonaventura, ndrangheta, Rete antimafia Brescia | lascia un commento

MILANO - Dal balcone di casa si vede il negozio di uno degli scagnozzi di Piero Speranza, un falso pentito finito in cella per stupro e violenza su una ragazza ventottenne. In un box poco distante, le forze dell'ordine hanno trovato nel 2011 un arsenale degno di una squadriglia della morte: kalashnikov, pistole, silenziatori, passa montagna, giubbotti anti proiettile. Tutto materiale appartenente alla cosca dei Ferrazzo, famiglia 'ndranghetista del crotonese. Un "arsenale" che secondo gli inquirenti sarebbe stato destinato a Luigi Bonaventura.

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Sotto assedio: ecco come vive a Termoli la famiglia di Luigi Bonaventura, ex reggente della cosca Vrenna Bonaventura, dal 2007 collaboratore di giustizia. Ha già ricevuto diverse proposte per ritornare al suo vecchio mestiere di criminale. Invece, oggi Bonaventura testimonia in nove procure, da Catanzaro a Bologna, alla Direzione nazionale antimafia e alla procura di Stoccarda, in Germania. ...

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Mafia, la nipote di Giuseppe Tallarita. ''Non rendere vano il suo sacrificio''

scritto da Lorenzo Bagnoli il 02/08/2013 in mafie, stidda, Sicilia, Milano | lascia un commento

MILANO – "Non ho mai capito la prepotenza. Come si può ammazzare un uomo con sette colpi di pistola, di cui due in faccia? Come puoi vederlo morire, sentirlo chiedere 'perché lo state facendo'?". Rosy Tallarita ha sempre vissuto a Milano. La Sicilia la conosceva come luogo di villeggiatura: ci ha sempre trascorso tutte le vacanze da maggio a settembre, ogni anno. Non immaginava di poter vivere sulla propria pelle lo strapotere della mafia, nella provincia di Caltanissetta. Invece è accaduto, in un tragico 26 settembre 1990. Il nonno di Rosy Tallarita, Giuseppe, si ritrova in casa due uomini della Stidda, una costola della mafia siciliana. Lo uccidono, in quel modo tanto cruento da costare, ai due sicari e al mandante, tre ergastoli. Omicidio aggravato da crudeltà e futili motivi. Erano gli anni in cui ci si contendeva la zona attorno a Gela.

"A quel punto entri in ...

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Anche Busto Arsizio ha una Commissione antimafia

scritto da Lorenzo Bagnoli il 26/07/2013 in mafie, Commissione antimafia | lascia un commento

MILANO – Busto Arsizio ha la sua Commissione antimafia. Il 24 luglio il sindaco ha depositato l'atto con cui nomina ufficialmente i nove componenti dell'“Organismo permanente per il monitoraggio della criminalità organizzata”. Il loro compito, da statuto, è “sottoporre proposte alla Commissione Consiliare ed “esprimere pareri non vincolanti sugli argomenti di sua competenza”. “Nella pratica ci hanno lasciato carta bianca, in particolare in merito al coinvolgimento delle associazioni antimafia”, commenta Massimo Brugnone, membro dell'Organismo ed ex portavoce di Ammazzateci tutti Lombardia. “Ora dobbiamo dimostrare che ce n'era davvero bisogno: la sfida è con chi fino adesso non credeva che fosse necessario uno strumento del genere”. Prima di tutto raccogliendo dati. Anni di silenzio sulla presenza mafiosa hanno lasciato un vuoto che il nuovo organismo dovrà colmare.

Ma commissione che fai, polemica che trovi. Anche a Busto Arsizio, com'era accaduto a Milano, l'istituzione della Commissione ...

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Via Palestro, la strage mafiosa di Milano

scritto da Lorenzo Bagnoli il 19/07/2013 in mafie | lascia un commento

Anche Milano ha un suo 19 luglio. Una strage che ha lacerato la città nel profondo, durante gli anni della "trattativa Stato-mafia", ma che fino a quest'anno le istituzioni non hanno mai chiamato "mafiosa". È la strage di via Palestro. La targa che ricorda i cinque caduti recita così: "vittime innocenti di un vile attentato". Questo 27 luglio, però, il comune di Milano riscriverà la storia. E chi andrà a visitare il luogo dell'attentato leggerà: "vittime di una strage mafiosa volta a ricattare lo Stato".

Sono le 23.14 del 27 luglio 1993 quando una bomba deflagra al Padiglione di arte contemporanea. Il mandante, dice il processo conclusosi nel 2002, è Cosa nostra. Sono cinque i morti: i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, l'agente della Municipale Alessandro Ferrari e un senza dimora di origine marocchina, Moussafir Driss, che dormiva su una panchina. A ...

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A Vigevano rinasce il bar che fu della ‘ndrangheta

scritto da Lorenzo Bagnoli il 16/07/2013 in nessun tag | lascia un commento

VigevanoLa famiglia Valle, originaria di Reggio Calabria, negli anni '80 e '90 mette le mani sulle attività commerciali di Vigevano, nella provincia pavese, a suon di rapine, di estorsioni, di pizzo, di usura. Sono uomini di 'ndrangheta, saliti al Nord per conquistare nuove terre. Il bar "Giada" è il loro quartier generale: da lì decidono chi colpire e quando farlo.
Nel gennaio 1999 quel bar torna di proprietà dello Stato: per la prima volta in Lombardia si applica la Legge 109 del 1996, la norma sulla confisca dei beni. Al posto del bancone, dei tavoli e delle slot machine (i Valle hanno fatto fortuna con investendo nel gioco d'azzardo) nasce un centro d'accoglienza notturno gestito dalla Caritas.

Prossimo obiettivo, la Villa delle statue. Il programma della settimana di E!state Liberi è denso di impegni. Oltre ai lavori nell'ex bar Giada, i volontari visiteranno la "villa delle statue", una struttura fatiscente ...

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