Corsico, 4 febbraio 1995. Sono le 5.30 del mattino. Pietro Sanua e suo figlio Lorenzo, 21 anni, stanno andando al mercato di via Di Vittorio, dove hanno una bancarella di frutta e verdura. Una Fiat Punto marrone davanti al loro furgone mercedes fa inversione a "u" e si affianca. Dall'auto parte un proiettile che colpisce il fruttivendolo in pieno volto. Muore così, nelle braccia del figlio. Sei mesi dopo il caso finisce in archivio. Gli inquirenti hanno seguito la pista passionale e non hanno trovato riscontri. Perché quello non è un omicidio passionale: è un omicidio di mafia. Lo dirà con forza Libera nel 2010, quando per la prima volta alla Giornata della memoria e dell'impegno, il 21 marzo, leggeranno il nome di Pietro Sanua tra le oltre 900 vittime di mafia. Lorenzo da allora combatte per riaprire quel fascicolo, archiviato così in fretta. "Novità non ce ne sono, purtroppo – ...