Trezzano: “Le mafie ci denigrano solo per capire se siamo disponibili”Trezzano: “Le mafie ci denigrano solo per capire se siamo disponibili”

Due lettere denigratorie nel giro di un mese. Nella prima, un riferimento a supposti legami con la criminalità organizzata. Nella seconda un lungo elenco di "malefatte" accostato ad ogni nome della giunta di Trezzano sul Naviglio, paese alle porte di Milano. E un sinistro paragone della gestione di Trezzano ad un sistema simile a "Mafia Capitale".

Le ha ricevute Fabio Bottero, sindaco Pd in sella da sei mesi. Insieme a lui una sfilza di altri destinatari: eppure sono arrivate solo a lui. Gli paiono un tentativo d'intimidazione: "Ci stanno tastando il polso, per sapere se siamo disponibili", racconta tra una telefonata e l'altra. E allora la denigrazione diventa un atto intimidatorio. Se si mettono in fila i fatti, l'allarme assume un suo valore: a Trezzano sul Naviglio sono state fatte bruciare due casette di legno per gli anziani nel giro di due mesi: una ad agosto e l'altra a settembre. Avviso Pubblico, l'associazione dei sindaci che si batte a favore della legalità, ha subito espresso la sua solidarietà al sindaco e alla giunta.

Il comune è nel mirino della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano dal 2010, quando con l'operazione Parco Sud finiscono in carcere l'ex sindaco Pd Tiziano Butturini, il geometra del comune Gino Terenghi, il consigliere del Pdl Michele Iannuzzi e Andrea Madaffari, presidente della Kreiamo spa, una delle aziende favorite dall'amministrazione la quale avrebbe collegamenti con il clan 'ndranghetista dei Barbaro-Papalia. Poi, tre anni dopo, emergono altri casi di corruzione che portano agli arresti di otto persone. Sempre nel 2013 l'operazione Esperanza disegna la mappa degli affari di Cosa Nostra a Milano: di nuovo, Trezzano è toccata. Sono più di 100 i beni confiscati nei territori attorno a Trezzano, una cintura di paesi che conta 100mila abitanti.

"Non abbiamo ancora fatto niente, non abbiamo toccato grandi interessi – abbiamo solo riattivato le associazioni cittadine". A Trezzano, infatti, ora c'è fermento. Libera ha trasferito la sua sede lombarda: Libera Casa prima del 2000 era il covo di un boss del clan Guzzardi, legato a Cosa Nostra. Tra le realtà più attive c'è poi l'associazione che difende il Parco agricolo sud, oggetto del Piano di gestione del territorio sospeso nel 2013 proprio per le tangenti scoperte dalle forze dell'ordine.

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