"Libera Casa", il presidio della legalità nella villa confiscata a un narcos sicilianoLibera Casa

La legalità è di casa a Trezzano sul Naviglio (Milano). Da oggi, 26 marzo, una vecchia casa appartenente ad un narcotrafficante diventa sede di "un presidio permanente di legalità", siega il referente di Libera Lombardia Davide Salluzzo. L'associazione di don Ciotti ha avuto in gestione dall'amministrazione comunale il bene, che da oggi si chiama "Libera Casa". Intitolata ad Angelo Vassallo, il sindaco antimafia di Pollica (Salerno), ucciso il 5 settembre 2010, sarà la nuova sede Presidio Sud-Ovest Milano di Libera e sede di alcune attività del Coordinamento Regionale di Libera in Lombardia. La scelta dell'intitolazione è legata allo spessore morale del "sindaco pescatore" Vassallo, "esempio di amministratore onesto e coraggioso nella lotta contro la violenza criminale esempio di “buona politica” per trasparenza, correttezza e attenzione ad uno sviluppo di un’economia sana e sostenibile", scrive Libera nella scheda di presentazione del bene confiscato.

Tra i servizi svolti dai volontari dell'associazione antimafia a "Libera Casa" c'è una linea telefonica rivolta alle vittime di racket ed estorsioni: Sos giustizia. "Libera Casa" farà anche "forma-azione" (così chiama Libera il metodo di insegnamento e di coinvolgimento rivolto ai giovani) nelle scuole del territorio. Dentro "Libera Casa" avrà anche sede la "Bottega dei saperi e dei sapori" luogo di acquisto, conoscenza e degustazione dei prodotti provenienti dai beni confiscati alla criminalità organizzata, con particolare attenzione a valorizzare le produzioni del Bosco dei Cento Passi di Gaggiano.

L'immobile era la villa di un narcotrafficante vicino alla famiglia Guzzardi-Di Marco legata ai Corleonesi, un clan che negli anni Novanta vendeva cocaina colombiana in Italia. I mafiosi operavano nella zona del sud ovest milanese e nel pavese. Confiscata nel 2000, la villa del clan è stata assegnata sette anni dopo al Comune di Trezzano. I tempi lunghi per la riassegnazione dei beni confiscati resta uno dei nervi ancora scoperti della normativa, come segnala sempre Libera. Alla presentazione del bene confiscato era presente anche il Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, insieme a don Luigi Ciotti, presidente e fondatore di Libera. I mobili all'interno della casa sono stati donati dall'azienda francese Leroy Merlin.

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