Quei silenzi delle associazioni di categoria sulle infiltrazioni mafioseQuei silenzi delle associazioni di categoria sulle infiltrazioni mafiose

La scena si presenta identica ogni volta che tra i nomi degli arrestati compare un imprenditore. Lo stuolo di microfoni si schiera di fronte al presidente dell'associazione di categoria di turno: "Presidente, che provvedimenti evitare che accada di nuovo? Come pensate di proteggervi dalle infiltrazioni mafiose?".

Cartello No mafiaQuesta volta, l'occasione è stata offerta dall'operazione Quadrifoglio, con la quale i Carabinieri dei Ros hanno portato in carcere 13 persone collegate al clan 'ndranghetista dei Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia). Tra loro spiccano i nomi di agenti immobiliari, di commercianti d'auto, di costruttori, di politici, di amministratori locali. Ovviamente iscritti ad associazioni di categoria della Lombardia felix. E non è la prima volta che personaggi con la fedina penale sporca di 'ndrangheta aprono attività indisturbati in Lombardia. Alla domanda di cui sopra, la risposta di Alberto Meomartini, vice presidente della Camera di commercio, è stata questa: "Ognuno deve fare la propria parte". E ha aggiunto: "I clan alterano la libera concorrenza, il compito di contrastarli non va lasciato solo a magistratura e forze dell'ordine: le associazioni di categoria devono fare la loro parte".

Nulla di più condivisibile, se non che questo contributo non sia mai specificato. Soprattutto quando sono gli imprenditori a mettersi nelle disponibilità dei mafiosi. Come ci si comporta con loro? Non manca il codice etico alla Camera di Commercio, né ad altre associazioni di categoria. Fioccano i protocolli di legalità, eppure sembra che non si smuova mai nulla.Carabinieri

"Il codice etico si scrive dal momento in cui qualcosa non funziona. A casa mia mica ho fatto sottoscrivere un codice etico", commenta ironico il presidente onorario di Libera Nando Dalla Chiesa. Le associazioni antimafia da anni chiedono un maggiore coinvolgimento di chi rappresenta l'impresa nella lotta contro le infiltrazioni mafiose. Chiedono che ci sia un controllo effettivo sugli iscritti, che ci sia un monitoraggio di chi sono gli imprenditori, che si denunci con forza chi è colluso. Invece le dichiarazioni a caldo rispondono sempre a metà, eludono sempre il cuore della questione.

Allora, per la prossima volta, suggeriamo una risposta, a qualunque presidente o vice presidente tocchi di dover rispondere: "Tutti coloro che rientrano nell'inchiesta verranno sospesi dall'associazione di categoria". È chiara, è semplice, non offre interpretazioni rispetto all'unica possibile. Non è questione di far tintinnare le manette, quanto invece rispondere con i fatti ad un continuo sbugiardamento dei protocolli per la legalità. 

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