Casamonica del nord: la mafia dei rom che usa i campi come vivaio di criminali

scritto da Lorenzo Bagnoli il 24/08/2015 in Rom, Milano, mafia, Casamonica, mafia capitale | lascia un commento

Milano, novembre 2013: nel pavese si celebra il funerale di Luca Braidic, rom rimasto ucciso per mano del 18enne Kevin Deragna in una rissa all'ospedale San Raffaele. L'episodio segnò il culmine di una faida tra due famiglie che hanno all'interno diverse persone con precedenti penali, più e meno gravi. Due famiglie cresciute nell'emarginazione dei campi rom, poco importa se regolari o no.

All'epoca Andrea Galli scrisse sul Corriere della Sera che si trattò di "funerali da boss mafioso" e minimizzò l'omicidio come un fatto di sangue legato ad affari di cuore (una Deragna aveva sposato un Braidic e la cosa ancora non era stata digerita). Apriti cielo: Giorgio Bezzecchi, allora presidente di Opera Nomadi Milano, sciorinò in una lettera tutti i nomi delle persone impegnate nell'integrazione dei rom presenti al funerale, che nulla aveva di mafioso. Rinfacciò al giornalista l'"ignoranza delle tradizioni di un popolo antico" e la ...

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L'imprenditore antiracket che ha rifiutato di essere una vittima

scritto da Lorenzo Bagnoli il 14/07/2015 in mafie, ndrangheta, Lombardia, Regione Lombardia, Racket, Camorra, Gianluca Maria Calì | lascia un commento

"Io non pago. La stra-ordinaria storia di Gianluca Maria Calì" non è solo la storia di un imprenditore che ha detto no al pizzo, ma un'analisi delle implicazioni che ha il trauma di conoscere la mafia. Il libro (Ipoc edizioni, 15 euro), scritto da due psicologi clinici, Antonino Giorgi e Francesca Calandra, è il risultato dei 20 anni di studi sugli effetti devastanti della vittimizzazione, ossia dell'essere trasformati in vittima. E dell'esistere solo in quanto tale.

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Attività commerciali in mano alla mafia: l’indagine degli scout al Gratosoglio

scritto da Lorenzo Bagnoli il 17/06/2015 in mafie, Milano, Scout, Commercio, Confcommercio | lascia un commento

MILANO – Oltre otto commercianti su dieci ritengono che nella zona Sud di Milano le organizzazioni mafiose abbiano comprato attività commerciali. Lo rivela una ricerca condotta dal gruppo di scout "Milano 98" nei quartieri di Gratosoglio, Valleambrosia, Quinto de' Stampi, Terrazzi, piazza Abbiategrasso-Naviglio.

scoutLo studio è stato fatto attraverso un questionario già testato in tre altre zone di Milano da Terre di mezzo street magazine (Navigli, Isola, Bande Nere): su 161 consegnati, 55 sono stati compilati dai commercianti. La maggior parte dei questionari non restituiti dovevano essere compilati da esercenti di origine straniera, che non capivano la ricerca.

Per il 62% di chi ha risposto, dato in linea con le altre rilevazioni, i commercianti ritengono che ci sia il pizzo, inteso come qualunque forma di pagamento per poter svolgere la propria professione. Il 54% ritiene che sia forte la presenza delle grosse organizzazioni criminali sul ...

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Trezzano: “Le mafie ci denigrano solo per capire se siamo disponibili”

scritto da Lorenzo Bagnoli il 06/02/2015 in 'ndrangheta, Libera, mafia, Trezzano sul Naviglio, lettere intimidatorie, Fabio Bottaro | lascia un commento

Due lettere denigratorie nel giro di un mese. Nella prima, un riferimento a supposti legami con la criminalità organizzata. Nella seconda un lungo elenco di "malefatte" accostato ad ogni nome della giunta di Trezzano sul Naviglio, paese alle porte di Milano. E un sinistro paragone della gestione di Trezzano ad un sistema simile a "Mafia Capitale".

Le ha ricevute Fabio Bottero, sindaco Pd in sella da sei mesi. Insieme a lui una sfilza di altri destinatari: eppure sono arrivate solo a lui. Gli paiono un tentativo d'intimidazione: "Ci stanno tastando il polso, per sapere se siamo disponibili", racconta tra una telefonata e l'altra. E allora la denigrazione diventa un atto intimidatorio. Se si mettono in fila i fatti, l'allarme assume un suo valore: a Trezzano sul Naviglio sono state fatte bruciare due casette di legno per gli anziani nel giro di due mesi: una ad agosto e l'altra ...

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Quei silenzi delle associazioni di categoria sulle infiltrazioni mafiose

scritto da Lorenzo Bagnoli il 30/10/2014 in Milano, 'ndrangheta, Nando Dalla Chiesa, Camera di commercio | lascia un commento

La scena si presenta identica ogni volta che tra i nomi degli arrestati compare un imprenditore. Lo stuolo di microfoni si schiera di fronte al presidente dell'associazione di categoria di turno: "Presidente, che provvedimenti evitare che accada di nuovo? Come pensate di proteggervi dalle infiltrazioni mafiose?".

Questa volta, l'occasione è stata offerta dall'operazione Quadrifoglio, con la quale i Carabinieri dei Ros hanno portato in carcere 13 persone collegate al clan 'ndranghetista dei Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia). Tra loro spiccano i nomi di agenti immobiliari, di commercianti d'auto, di costruttori, di politici, di amministratori locali. Ovviamente iscritti ad associazioni di categoria della Lombardia felix. E non è la prima volta che personaggi con la fedina penale sporca di 'ndrangheta aprono attività indisturbati in Lombardia. Alla domanda di cui sopra, la risposta di Alberto Meomartini, vice presidente della Camera di commercio, è stata questa: "Ognuno deve fare la propria ...

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Altro che doppiopetto: tre miti da sfatare sulle mafie in Lombardia

scritto da Lorenzo Bagnoli il 15/07/2014 in mafia, Nando Dalla Chiesa, Regione Lombardia, riciclaggio | lascia un commento

"La mafia è cauta, lenta, ti misura, ti ascolta, ti verifica alla lontana", diceva il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nella sua ultima intervista a Giorgio Bocca. Trentadue anni dopo, la mafia continua a seguire lo stesso protocollo. E Nando Dalla Chiesa, il figlio del generale, presidente onorario di Libera, ricorda ai movimenti antimafia che anche loro devono studiare, stare sui territori, misurare la mafia. Senza lasciarsi abbindolare da falsi miti, promossi da pubblicisti poco informati o da "associazioni poco serie".

Affida questi insegnamenti ad un libro, Manifesto dell'Antimafia, presentato il 14 luglio alla Commissione regionale antimafia. Dalla Chiesa, nell'occasione, ha lanciato un allarme: "I mafiosi stanno avanzando, sono dappertutto". Ha indicato in commercio e sanità due settori in cui la politica, in particolare quella che si svolge al Pirellone, potrebbe e dovrebbe fare di più. Perché sono quelli più a rischio. Ma finché esisteranno dei falsi luoghi ...

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Expo 2015: se il "sociale" diventa una pecetta per coprire scandali e ritardi

scritto da Lorenzo Bagnoli il 03/07/2014 in Disabilità, lavoro, expo, corruzione, sociale | lascia un commento

Expo, finora, si porta appresso solo promesse disattese. Oltre all'indignazione per lo scoppio di una nuova Tangentopoli: sette arresti e 2,4 milioni di presunte tangenti. Per cancellare quest'alone negativo, nei dibattiti pubblici torna prepotente l'idea "sociale" di Expo: la portata dei temi internazionali al centro dell'esposizione (alimentazione ed energia), la messa in circolo di 10 mila volontari, la diffusione dei meccanismi virtuosi della sharing economy, la presenza di un padiglione dedicato apposta alla società civile (Cascina Triulza). Ad ogni formula si aggiunge l'attributo, declinato all'inglese e all'italiana: "agricoltura sociale", "responsabilità sociale", "social business". E il mantra è creare un'Expo "accessibile", "aperta" e "inclusiva".

L'impressione, però, è che tutte queste parole siano utilizzate come una pecetta per rattoppare le ferite provocate dalla corruzione, dai ritardi, dall'impreparazione complessiva dimostrata fino ad oggi. "Sociale" è una formula per diluire e stemperare le contraddizioni. Ma dove sta l'elemento sociale in Expo? È ...

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"Libera Casa", il presidio della legalità nella villa confiscata a un narcos siciliano

scritto da Lorenzo Bagnoli il 26/03/2014 in Libera, Trezzano sul Naviglio, narcotraffico, estorsioni | lascia un commento

La legalità è di casa a Trezzano sul Naviglio (Milano). Da oggi, 26 marzo, una vecchia casa appartenente ad un narcotrafficante diventa sede di "un presidio permanente di legalità", siega il referente di Libera Lombardia Davide Salluzzo. L'associazione di don Ciotti ha avuto in gestione dall'amministrazione comunale il bene, che da oggi si chiama "Libera Casa". Intitolata ad Angelo Vassallo, il sindaco antimafia di Pollica (Salerno), ucciso il 5 settembre 2010, sarà la nuova sede Presidio Sud-Ovest Milano di Libera e sede di alcune attività del Coordinamento Regionale di Libera in Lombardia. La scelta dell'intitolazione è legata allo spessore morale del "sindaco pescatore" Vassallo, "esempio di amministratore onesto e coraggioso nella lotta contro la violenza criminale esempio di “buona politica” per trasparenza, correttezza e attenzione ad uno sviluppo di un’economia sana e sostenibile", scrive Libera nella scheda di presentazione del bene confiscato.

Tra i servizi svolti dai volontari dell'associazione antimafia ...

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Il contrasto europeo al crimine organizzato: cosa non va

scritto da Lorenzo Bagnoli il 03/03/2014 in beni confiscati, Franco Roberti, Procura nazionale antimafia, Transcrime, cooperazione | lascia un commento

Girano tanti, forse troppi numeri sul fatturato annuale delle mafie in Italia. La forbice va da 170 a 17 miliardi di euro all'anno. Di certo l'enorme quantità di denaro sporco ricavato da attività illecite dalle organizzazioni criminali, sia italiane che europee, si nasconde nei paradisi fiscali, nelle banche che proteggono i loro clienti dietro conti anonimi. "Dobbiamo dichiarare guerra ai paradisi fiscali e bancari" scandisce il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, a Milano per la presentazione del rapporto sugli investimenti delle mafie curato dal centro di ricerca Transcrime. Un'affermazione che acquista ancor più rilievo, se fatta a 60 chilometri dal confine con la Svizzera, il Paese che custodisce come una cassaforte i segreti, tra gli altri, della mafia albanesi, delle organizzazioni criminali dei Balcani occidentali e libanesi, le più attive sul territorio secondo quanto riporta lo studio del centro Transcrime. Questo è il primo passo per contrastare le mafie a livello ...

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Verità per Pietro Sanua, un omicidio di mafia archiviato troppo in fretta

scritto da Lorenzo Bagnoli il 03/02/2014 in Pietro Sanua, fruttivendolo, ortomercato, Morabito, Corsico, Vittime di mafia | lascia un commento

Corsico, 4 febbraio 1995. Sono le 5.30 del mattino. Pietro Sanua e suo figlio Lorenzo, 21 anni, stanno andando al mercato di via Di Vittorio, dove hanno una bancarella di frutta e verdura. Una Fiat Punto marrone davanti al loro furgone mercedes fa inversione a "u" e si affianca. Dall'auto parte un proiettile che colpisce il fruttivendolo in pieno volto. Muore così, nelle braccia del figlio. Sei mesi dopo il caso finisce in archivio. Gli inquirenti hanno seguito la pista passionale e non hanno trovato riscontri. Perché quello non è un omicidio passionale: è un omicidio di mafia. Lo dirà con forza Libera nel 2010, quando per la prima volta alla Giornata della memoria e dell'impegno, il 21 marzo, leggeranno il nome di Pietro Sanua tra le oltre 900 vittime di mafia. Lorenzo da allora combatte per riaprire quel fascicolo, archiviato così in fretta. "Novità non ce ne sono, purtroppo – ...

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